Gazebo sul terrazzo, servono permessi?

GAZEBO E ARREDI POSSONO ESSERE INSTALLATI SUI TERRAZZI SENZA DOVER CHIEDERE AUTORIZZAZIONI.

La pronuncia dei giudici in un certo senso “liberalizza” l’abitudine di utilizzare le coperture orizzontali degli edifici come terrazzi, cioè come spazi agibili e calpestabili per il tempo libero.
L’utilizzo delle coperture come terrazze, hanno sottolineato i giudici, non implica un cambio della loro destinazione d’uso, ma è necessario rispettare determinati accorgimenti.

Nel caso preso in esame, per agevolare l’uso del terrazzo, il proprietario aveva rimosso un manufatto non condonato sostituendolo con un solaio orizzontale a raso, demolito il vano di fine corsa ascensore, innalzato la muratura perimetrale e modificato la scala esterna. Per la realizzazione di questi interventi era stata presentata la Denuncia di inizio attività (Dia). Successivamente erano stati posizionati sette gazebo.

Dopo alcuni accertamenti, il Comune aveva però ordinato la rimozione delle opere e degli arredi sostenendo che queste erano state realizzate su un lastrico solare e non su un terrazzo.

Per poter essere utilizzato dalle persone come spazio aperto per il tempo libero, la copertura deve essere infatti classificata come terrazzo e non come lastrico solare. Per capire la differenza non servono norme regolamentari, ma è sufficiente valutare le sue caratteristiche.

Se dagli elementi architettonici, strutturali e progettuali, come ad esempio la presenza di parapetti, dalle caratteristiche costruttive e dalla capacità portante si desume che la superficie è idonea al sostegno e alla sosta delle persone, allora si è in presenza di un terrazzo.

Nel caso in questione, una perizia svolta durante il contenzioso aveva stimato una capacità portante da 350 a 500 Kg/mq corrispondente a “folla compatta”. Erano inoltre presenti parapetti di muratura e ferro battuto, che ne rendevano possibile l’utilizzo alle persone. Il CdS ha quindi potuto stabilire che si trattava senz’altro di un terrazzo e, dopo aver accertato la regolarità degli interventi, ha annullato l’ordine di ripristino del Comune.

I giudici hanno infine aggiunto che la destinazione d’uso e la regolarità urbanistico-edilizia non si possono desumere dalle planimetrie catastali, utili solo ad una classificazione di ordine tributario.

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